Per la prima volta sono stata costretta ad eliminare un mio post, non perché fosse scritto male o roba del genere, ma proprio per quello che ho scritto. Cose che un po' penso ancora, eh, ma che ormai considero inopportune.
Mesi fa, quando ci fu il terremoto in Emilia, criticai l'atteggiamento di alcune persone su Twitter che scrivevano post sul terremoto molto spesso. Ovviamente ognuno è libero di scrivere quello che gli pare, ma a me dava fastidio il fatto di mettere in mezzo cose che non c'entravano assolutamente nulla, cose che facevano sembrare il loro atteggiamento una sorta di vittimismo.
Bene, stavolta la scossa l'ho sentita io. La prima cosa che m'è venuta in mente è stata proprio quel mio post. Ho pensato: "Forse era meglio non scrivere niente." Ora (e solo ora) capisco che il vostro (parlo con gli Emiliani soprattutto) era semplicemente un modo per "parlarne con qualcuno". Probabilmente trovavate conforto nel scriverlo lì e nel condividerlo con tutti. Certo, alcuni il vittimismo ce l'avevano... Hai voglia! Ma immagino che molti l'abbiano fatto in buona fede. Mi dispiace. Mi lamentavo dell'innumerevole quantità di stati sul terremoto... Io ora c'ho scritto addirittura un intero post! Incoerenza? Probabile, ma me ne sono accorta e mi scuso.
Chi diceva che uno deve passarci per delle situazioni prima di poterne parlare? Chiunque sia stato... Beh, aveva ragione.
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