Come ben sapete, la leggenda metropolitana della morte di Paul McCartney nel '66 è stata smentita da molto tempo, pertanto essa va definita LEGGENDA nel vero senso della parola. Lo ribadisco perché purtroppo c'è ancora gente che crede in quest'assurdità.
Non sto qui a soffermarmi sui particolari e sulle varie somiglianze con il presunto (e inesistente) sosia, e nemmeno sulle varie prove (che delle vere prove non sono) che potrebbero confermare la sua morte, ma parlerò di un aspetto "psicologico" della questione.
Bene, mettiamo caso che Paul McCartney fosse morto per davvero... I parenti avrebbero accettato un completo estraneo al posto suo? E gli stessi Beatles? Avrebbero continuato a suonare con questo tizio, come se niente fosse?
Ma andiamo! Può mai essere possibile una cosa del genere?! Il motivo per questa trovata (organizzata dagli stessi Beatles) non dovrebbe essere più... Di tipo economico?!
Vi spiego: se dicessero in giro che sulla copertina di una album ci sono dei particolari che potrebbero svelare qualcosa di misterioso... Non correreste subito a comprarlo? Mi pare ovvio! Bene, i nostri cari Beatles (che fessi non erano) hanno ragionato proprio così. Inventarsi tutta una serie di cose per far comprare i loro album avrebbe fornito loro un grande guadagno, non trovate? Loro c'hanno marciato sopra, ovviamente, e Paul McCartney (il vero e l'unico mai esistito, dato che non c'è nessun sosia) si è semplicemente prestato per questa sorta di "gioco", se così si può chiamare.
Ecco spiegato il motivo di tutto questo... Tanto difficile?
Quindi, davvero, non facciamoci "abbindolare" da quello che ci dice la TV e da tutte quelle cavolate che sono disposti ad inventarsi pur di avere un po' di audience.

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